La Calabria non può e non vuole essere una colonia, un’importatrice di prodotti agroalimentari, artigianali e industriali che sostituiscono le produzioni locali che pur esistono o le produzioni locali che potrebbero esistere. In questo concetto non c’è nessuna esaltazione di un’improbabile dimensione autarchica dell’economia regionale. Il mondo globale, infatti, non è solo un “nemico”, quando tutto standardizza, uniforma e piega ai suoi interessi, ma può diventare anche un’occasione di sviluppo. Ma per diventare motore di crescita dei singoli territori, è necessario che questi non siano trattati da colonie e che riescano, grazie a politiche adeguate, a difendere, valorizzare e promuovere le proprie produzioni identitarie.

Ecco perché “Io Scelgo Calabria” parte in questi giorni con una campagna importante e strategica che mette in relazione il sistema produttivo regionale con la ristorazione (i classici ristoranti, le trattorie tipiche, i bar, i pub, le pizzerie, le birrerie…). Alcune aziende produttrici di specialità agroalimentari ed enogastronomiche selezionate da “Io Scelgo Calabria” verranno introdotte in alcune significative realtà della ristorazione regionale per inviare erga omnes messaggi strategici: il potenziamento del mercato interno è giusto, è possibile, è fattibile. Non un ragionamento di chiusura, quindi, bensì di apertura, perché non si può essere indifferenti rispetto a una quantità di produzioni locali che meritano attenzione e rispetto, soprattutto se piccole e a conduzione familiare o quasi. Né si trascuri che anche per le aziende più strutturate il rafforzamento del mercato interno può significare un incremento considerevole del fatturato e quindi dell’offerta di lavoro pulito.

I dati più recenti sull’export confermano che la Calabria esporta soltanto lo 0,1% di tutto ciò che esporta l’Italia: un dato infinitesimale che irrobustisce le ragioni di “Io Scelgo Calabria” volte alla costruzione di un MERCATO INTERNO sempre più forte, articolato, sinergico e funzionale agli interessi di una terra dalle grandi potenzialità ma troppo malgovernata. Peraltro il potenziamento del Mercato Interno porterà benefici consistenti all’offerta turistica (che ha “sete” di identità culturali vere, di tradizioni, di genuinità, di autenticità), all’ambiente (si inquina di meno), al lavoro (si creano nuovi posti soprattutto per i più giovani), all’economia complessiva della regione.

 

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