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Io Scelgo Calabria è protagonista, anche in questi mesi segnati dalla tragica emergenza del Covid-19, di una campagna mediatica autogestita e autofinanziata finalizzata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema fondamentale del presente e del futuro di una regione carica di problemi ma anche dal potenziale enorme.

La Calabria non può e non vuole, come il resto del Sud, vivere di assistenza. L’assistenzialismo è la ricetta insana di politici che mirano solo al consenso elettorale immediato e che così facendo graveranno lo Stato Italiano di un debito stratosferico che comprometterà la vita di più generazioni.

Io Scelgo Calabria si avvale di una potenza mediatica notevole, tra tv, web-tv, pagine su quotidiani cartacei, giornali on line, social network, editoria cartacea. La pagina che potete scaricare in formato Pdf è stata pubblicata nei giorni scorsi sul Quotidiano del Sud: leggetela con attenzione, in quanto contiene analisi e proposte di rilevanza strategica.

Ecco che cosa si può leggere, tra l’altro, sul particolare tessuto produttivo calabrese:

«Il tessuto produttivo della Calabria è fatto in prevalenza di micro e piccole aziende, spesso a conduzione familiare. Occorrono politiche urgenti, reali e concrete, per le micro e piccole aziende: ristrutturazione del debito complessivo a lunghissimo periodo; politiche creditizie ad hoc che diano fiducia alla storia delle persone e non ai numeri o ai software; facilitazioni e incentivi rapidi per fitti o acquisto di locali, energia, telefonia, automezzi da trasporto, macchinari, attrezzature, packaging, spedizioni; decontribuzione totale (per almeno dieci anni) per i nuovi assunti; nuovi contratti di lavoro, molto agili e flessibili, per stagionali, part-time e occasionali; premi e incentivi per la stabilizzazione di lavoratori a tempo indeterminato; previdenza e assicurazioni specifiche per i componenti del nucleo familiare; agevolare apprendistato e progetti formativi; eliminazione di tanti balzelli; semplificazione burocratica; bandi specifici, e di una semplicità e rapidità estreme, per eventuali fondi Ue; riduzione al minimo degli adempimenti fiscali; forte abbattimento della pressione fiscale per almeno dieci anni e poi crescita graduale».

 

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“Io Scelgo Calabria” è un progetto di sviluppo, a valenza storica e strategica, per una regione che continua a tormentarsi in una condizione di generalizzati ritardi e piaghe da sanare (disoccupazione di massa, sottoccupazione, emigrazione, servizi inefficienti…) ma che avrebbe invece enormi potenzialità. L’emergenza Covid-19 non ha fatto altro che amplificare fenomeni negativi che erano già tutti visibili. Politiche disattente e inadeguate stanno dimostrando di non essere in grado di cambiare il presente e il futuro della Calabria.

La Calabria ha quindi bisogno di una svolta radicale. “Io Scelgo Calabria” è rivoluzionaria nell’analisi e altamente innovativa nelle proposte per uscire dalla crisi e per avviare una fase razionale e proficua di sviluppo, senza piegarsi a logiche meramente assistenzialistiche oltre che bugiarde. L’assistenzialismo è figlio di un’enorme bugia che si sta vendendo agli elettori, rispetto ad un’amara verità: il debito pubblico italiano non può sostenere una visione assistenzialistica di massa tra redditi di emergenza, redditi di cittadinanza, indennità di disoccupazione e cassa integrazione. La Calabria e il Sud, così come il resto del Paese, hanno bisogno di Lavoro. Purché al Sud e alla Calabria sia lasciata la possibilità di far esplodere il proprio genio!

“Io Scelgo Calabria” ha prodotto un opuscolo che sintetizza il proprio pensiero e le proprie proposte pratiche. L’opuscolo è disponibile sia in formato cartaceo sia in formato Pdf.
Lo si può scaricare e leggere cliccando su questo link:

 

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Io Scelgo Calabria lancia un appello accorato ai Calabresi: così non va, politica e burocrazia sono troppo lente, dal livello nazionale a quello regionale. Ognuno – dice Io Scelgo Calabria, nella qualità di libero progetto di sviluppo sottoposto all’attenzione dell’opinione pubblica regionale – può avere l’orientamento politico e ideale che ritiene più opportuno, può essere di destra, di sinistra o di centro, ma ogni persona ragionevole non può non affermare che rispetto al dramma che stiamo vivendo la risposta delle istituzioni è assolutamente inadeguata. Non c’è – si afferma perentoriamente – l’esatta consapevolezza della tragedia economico-sociale in atto e che proprio in queste settimane di lento riavvio inizierà a manifestarsi in tutta la sua dimensione storica. La pandemia della lentezza politico-burocratica è tanto grave quanto quella virale, con tutto il rispetto per il dramma umano e sanitario che non è ancora finito. Imprese di ogni dimensione e comparto avrebbero bisogno di provvedimenti urgenti, immediati, pensati, utili, incisivi. Provvedimenti che nascano dalla conoscenza diretta dell’economia e del territorio in cui si vive, e non da concezioni astratte e da metodologie sbagliate.

Io Scelgo Calabria sta spiegando con l’ausilio di diversi mezzi mediatici che la situazione economico-sociale del Mezzogiorno intero è tanto grave quanto bisognosa di rivoluzioni, certo pacifiche e democratiche, ma comunque capaci di modificare la realtà nel profondo. Occorre puntare al massimo sulla libertà d’impresa, cancellando assurdi vincoli burocratici che non hanno più senso di fronte al pericolo imminente che centinaia di migliaia di persone guardino alla cassa integrazione, all’indennità di disoccupazione o al reddito di cittadinanza e di emergenza come all’unica soluzione possibile. Uno Stato iper indebitato come l’Italia non potrebbe reggere a lungo una condizione di assistenzialismo strutturale. Ecco quindi che, soprattutto al Sud e in Calabria, in ogni settore, dalla ristorazione all’edilizia, dall’artigianato al commercio, dall’agricoltura al turismo, e guardando soprattutto alle micro e piccole imprese, bisogna puntare su una liberalizzazione assoluta da pastoie e costi di ogni tipo, sulla defiscalizzazione e decontribuzione per almeno dieci anni, su ogni forma idonea di incentivazione per la creazione di nuova occupazione e per il mantenimento dei posti di lavoro esistenti, su politiche creditizie finalmente pensate per i “piccoli”. Non c’è altra strada. Un posto di lavoro in più per centinaia di migliaia di micro e piccole imprese del Sud e della Calabria può risolvere nel modo più rapido e indolore una tragedia storica. Io Scelgo Calabria, nel più ampio ambito di Io Scelgo Sud, sta presentando la ricetta migliore: liberare le energie creative e il genio del Sud e della Calabria! Politici e burocrati inadeguati a casa!

Io scelgo Calabria sposa appieno il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: la politica è chiamata a dare orientamenti precisi, orientamenti certi. La gente ha bisogno di certezze, di sapere quando e come potrà tornare alle attività necessarie per la vita di tutti. Basta alle polemiche, basta con la politica degli annunci. Le persone vivono adesso, giorno per giorno. Servono indicazioni adesso. E bisogna iniziare a ragionare in maniera alta, sui temi importanti, smettendola di litigare sulle sciocchezze.

L’emergenza coronavirus per le piccole e medie imprese  ha di fatto bloccato le entrate, ma non le spese. I piccoli imprenditori che sono stati costretti a chiudere (sia pure per una ragione più che valida) hanno però dovuto continuare a pagare bollette, tasse, utenze. Su di loro si basa il tessuto economico della nostra nazione, ed è per questo che Io scelgo Calabria chiede per chi è in maggiore difficoltà dei provvedimenti di Giustizia sociale

L’emergenza Coronavirus ha generato un grave impatto economico-sociale colpendo durante anche aziende, produttività e lavoro. Proseguono le interviste di “Io scelgo Calabria” – progetto di comunicazione integrata voluto dal gruppo imprenditoriale di Video Calabria – mira a dare una risposta rivoluzionaria alla crisi calabrese partendo prima di tutto dal Mercato Interno e dal relativo rafforzamento del tessuto produttivo regionale (agroalimentare e artigianato in primis). E proprio il settore dell’agroalimentare il protagonista dell’intervista di oggi con l’imprenditore Luigi Nola: a lui abbiamo chiesto qual è lo stato dell’arte del comparto, non solo in Calabria, in questo preciso momento storico.

I ristoratori non riapriranno. Neppure l’1 giugno. Conti alla mano, si sono accorti che sono troppe, e troppo limitanti, le prescrizioni indicate dal Dpcm. L’eccessiva riduzione dei posti a sedere, e poi la sanificazione, l’impossibilità di usare l’aria condizionata, e tante altre prescrizioni che rendono le spese di gran lunga superiori rispetto agli introiti.

Migliaia di piccole imprese dell’accoglienza, dunque, resteranno chiuse con gravissimo danno per il tessuto economico e sociale della regione.

Ercole Villirillo, Mario Mellino e Salvatore Murano, storici ristoratori calabresi, spiegano le ragioni condivise dall’intero comparto: l’aiuto vero, dicono, non è certo quello di concedere altri prestiti, che sarebbero impossibili da restituire. Servirebbe abbattere tasse e utenze o concedere finanziamenti a fondo perduto

L’origine dei mali della Calabria non è il Covid-19. L’emergenza sanitaria ha solo amplificato problemi che c’erano già da prima. Perché la storia della Calabra è la storia di una regione governata male, e a dimostrarlo ci sono i fondi enormi arrivati dall’Europa senza che si sia riusciti a farci riguadagnare strada sulle altre regioni, e poi ci sono tutti gli indicatori socio economici bassissimi.

Ecco perché Io scelgo Calabria vuole partire da questa consapevolezza per immaginare soluzioni diverse dal passato. Servono finanziamenti a fondo perduto per le aziende, affidando alle forze dell’ordine il controllo affinché non finiscano nelle mani sbagliate. Serve una iniezione di fiducia, non c’è alcun bisogno di burocrazia, di bandi complessi. Servono riforme strutturali sul piano del fisco, della burocrazia, e soprattutto nuove politiche creditizie che sappiano guardare alla situazione reale della regione.

 

Con il nuovo Dpcm del 26 aprile, presentato dal premier Giuseppe Conte ieri sera, l’Italia si prepara alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, allentando in forma minima le misure restrittive. Dal punto di vista economico, al Sud e alla Calabria serve uno slancio efficace, e si deve “sfruttare” (tra virgolette) questa situazione critica per una ripartenza decisa. Continuano le interviste di “Io scelgo Calabria” – progetto di comunicazione integrata improntato dal gruppo imprenditoriale di Video Calabria – per la valorizzazione e il consumo dei prodotti calabresi, per rafforzare il mercato interno. Ai nostri microfoni Santo Forti, imprenditore nel settore delle conserve alimentari.