Affidiamoci al libero mercato, ed immaginiamo finanziamenti a fondo perduto alle aziende che sono in difficoltà. E’ una delle ‘ricette’ di Io scelgo Calabria per permettere alla nostra regione, ed al Sud in generale, di uscire dalla crisi. “Servono finanziamenti a fondo perduto – afferma Massimo Tigani Sava – senza bandi troppo complicati, senza rimettere tutto nelle mani di politica e burocrazia. Naturalmente verificando che le risorse pubbliche non finiscano in brutte mani  ed evitando sperperi, ma senza affidarci a cose troppo complicate, che al Sud hanno generato più problemi rispetto a quelli che volevano risolvere”.

Serve una risposta rivoluzionaria alla crisi calabrese partendo prima di tutto dal Mercato Interno e dal rafforzamento del tessuto produttivo regionale, a partire dall’agroalimentare e dall’artigianato: è questa la mission di “Io scelgo Calabria”, progetto di comunicazione integrata promosso dal gruppo imprenditoriale di Video Calabria. L’emergenza Coronavirus ha segnato la vita di tutti, e l’economia del Mezzogiorno ha bisogno di una scossa per rimettersi in marcia, ripartendo dalle eccellenze del territorio stesso. Un settore su cui bisogna puntare è quello turistico-ambientale: ne abbiamo parlato con Roberto Rugiano, guida ambientale e gestore dell’unico centro didattico interattivo sui rapaci in Calabria, situato a Civita.

Il turismo interno, alla scoperta dei tesori che la nostra terra custodisce. Una delle proposte avanzate ormai da tempo da Io scelgo Calabria è proprio quella di riscoprire ciò che la Calabria custodisce. Tesori inestimabili, fatti di storia, archeologia, percorsi naturalistici, tradizioni, enogastronomia. Luoghi, prodotti e mestieri che spesso non conosciamo, e che invece ci aiuterebbero a comprendere ed apprezzare di più la nostra regione.

È un autentico gioiello, che sorge a pochi passi dalle acque dello Jonio reggino. Apprezzata in tutto il suo valore soltanto di recente, la villa romana di Casignana è uno dei più grandi complessi di mosaici pavimentali del sud Italia, probabilmente secondo soltanto a quello di Piazza Armerina. Sono proprio i mosaici di squisita fattura a caratterizzarla e ad attrarre di più l’attenzione, anche se in realtà c’è un intero complesso di edifici ben conservati (ma non ancora del tutto portati alla luce) a fare di questo sito un potenziale parco archeologico di altissimo valore internazionale. La strada Statale 106 lo taglia scandalosamente in due parti, impedendo che si possa apprezzare al meglio tutta la sua complessità. E se la zona a monte della strada si è conservata meglio, la parte più vicina al mare è stata invece danneggiata da fenomeni di erosione accentuati dalla salinità.

Il sito fu scoperto negli anni 60′, grazie ai lavori per la realizzazione di un acquedotto. Le indagini successive, e lo scavo sistematico dell’area, portarono alla luce due complessi termali benissimo conservati, alcuni ambienti di servizio e un’area residenziale. A colpire gli studiosi furono fin da subito i pavimenti mosaicati di altissima qualità tecnica ed estetica, le pareti rivestite in marmo e i resti di volte ricoperti da pasta vitrea azzurra.

La ricchezza dei resti portati alla luce fece subito intuire che si trattasse di un ritrovamento di eccezionale valore, un’area residenziale e di sosta realizzata lungo la strada che da Reggio portava a Locri. Occorsero molti anni, però, perché questa meraviglia venisse valorizzata debitamente; ed ancora c’è molta strada da fare perché uno dei siti archeologici più interessanti del Sud Italia venga regalato all’umanità in tutto il suo splendore e per come effettivamente merita.

Una Calabria già debole ed in crisi si è ritrovata ad affrontare una nuova devastante emergenza economico-sociale causata dall’emergenza Coronavirus. A pagarne per primi le conseguenze sono i ceti deboli e le imprese. Ai microfoni di “Io scelgo Calabria” – progetto di comunicazione integrata voluto fortemente dal gruppo imprenditoriale di Video Calabria, che mira a dare una risposta rivoluzionaria alla crisi calabrese partendo prima di tutto dal Mercato Interno e dal relativo rafforzamento del tessuto produttivo regionale, agroalimentare e artigianato in primis, Santo Vazzano, esponente del Terzo Settore e presindente del Consorzio Jobel, con il quale abbiamo affrontato la scottante tematica e le proposte per ricominciare.

Se dal lato sanitario il Sud e la Calabria non registrano fortunatamente i numeri di altre regioni italiane, l’economia è il settore che desta maggiore preoccupazione in questo momento storico. Tra i comparti più colpiti dall’emergenza Coronavirus, c’è quello agricolo ed agroalimentare: per avere un quadro più ampio della situazione, abbiamo intervistato Amedeo Nicolazzi, imprenditore agricolo e sindaco di Petilia Policastro, al quale abbiamo chiesto anche come ha reagito la cittadina del Crotonese.

L’emergenza Coronavirus – come purtroppo noto – ha creato notevoli danni non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico. Dallo scorso 11 marzo, giorno in cui è stato firmato il Dpcm dal premier Giuseppe Conte, le attività si sono quasi tutte fermate, con uno stop che si è aggiunto al lockdown per tutti gli italiani. Prosegue la ricerca di “Io scelgo Calabria” nel cuore dell’economia calabrese, volta a scoprire qual è lo stato dell’arte dell’imprenditoria e non solo: ai nostri microfoni Fortunato Amarelli, amministratore delegato dell’omonima azienda e presidente di Confindustria Cosenza.

Nonostante qualche timido segnale che arriva a livello sanitario, l’emergenza Coronavirus sta investendo l’economia italiana, e il Mezzogiorno sta iniziando ad accusare il colpo. Proseguono le interviste di “Io scelgo Calabria”, progetto voluto fortemente dal gruppo Video Calabria, che mira a dare una risposta rivoluzionaria alla crisi calabrese partendo prima di tutto dal Mercato Interno Calabrese e dal relativo rafforzamento del tessuto produttivo regionale: ai nostri microfoni l’imprenditore vitivinicolo Vincenzo Ippolito delle cantine Ippolito 1845. A lui abbiamo chiesto qual è la situazione del comparto, soprattutto in questo preciso momento storico, e quali potrebbero essere gli scenari da qui a 6-12 mesi.

Appello di Io Scelgo Calabria alle classi dirigenti della regione: puntare tutto su imprese e lavoro, no all’assistenzialismo!

Non è un caso se la Costituzione della Repubblica Italiana parte con questa frase: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Il primo concetto della Carta sulla quale si basa l’esistenza stessa dello Stato Italiano sottolinea una questione di fondo, la principale, l’irrinunciabile: siamo una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ecco perché Io scelgo Calabria legge con preoccupazione quanto sta avvenendo in queste settimane in Italia e in Calabria: non si riesce a intravedere un intervento strategico di sostegno al tessuto produttivo, che è fatto di imprese e lavoratori. Non c’è altra strada per superare questa drammatica emergenza sociale del Coronavirus, che peraltro si è abbattuta su condizioni già critiche di per sé, soprattutto al Sud. Imprese e lavoro, non c’è altra strada. Sbagliata la ricetta dell’assistenzialismo di massa, che non è una risposta ma semplicemente un’ammissione di impotenza rispetto all’incapacità reale di svoltare.

La Calabria necessita, proprio in un momento tanto tragico, di mettere a sistema le proprie energie migliori e di varare un piano adeguato per ripensare una regione potenzialmente ricca ma afflitta da piaghe purulente, con in testa la disoccupazione di massa.

Io Scelgo Calabria parla chiaro: alle imprese non servono prestiti, ma piuttosto la costruzione di condizioni favorevoli per creare ricchezza, pil, mercato, fatturato e lavoro. Tra queste condizioni c’è senz’altro quella delle politiche creditizie, che va affrontata con determinazione assoluta. Ma esistono altre problematiche da gestire con vigore, a partire dallo snellimento assoluto delle procedure burocratiche, da una ridefinizione dei contratti di lavoro, dalla riduzione del peso fiscale e contributivo, per giungere alle incentivazioni reali sui passaggi fondamentali di ogni micro e piccola azienda. I prestiti (sempre che arrivino) servono a poco. L’imprenditore calabrese non chiede nuovo debito, peraltro da gestire in tempi brevi. Sarebbe molto più razionale ristrutturare a lungo termine il debito complessivo di imprese e famiglie, e qui ci vorrebbe l’aiuto e la garanzia dello Stato.

Io Scelgo Calabria lo dice senza riserve: la Calabria ha bisogno di svoltare. Ora o mai più!