I ristoratori non riapriranno. Neppure l’1 giugno. Conti alla mano, si sono accorti che sono troppe, e troppo limitanti, le prescrizioni indicate dal Dpcm. L’eccessiva riduzione dei posti a sedere, e poi la sanificazione, l’impossibilità di usare l’aria condizionata, e tante altre prescrizioni che rendono le spese di gran lunga superiori rispetto agli introiti.

Migliaia di piccole imprese dell’accoglienza, dunque, resteranno chiuse con gravissimo danno per il tessuto economico e sociale della regione.

Ercole Villirillo, Mario Mellino e Salvatore Murano, storici ristoratori calabresi, spiegano le ragioni condivise dall’intero comparto: l’aiuto vero, dicono, non è certo quello di concedere altri prestiti, che sarebbero impossibili da restituire. Servirebbe abbattere tasse e utenze o concedere finanziamenti a fondo perduto

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