«Il vino racconta e interpreta i territori e, come accade con le migliori specialità agroalimentari e gastronomiche, riesce a comunicare l’anima, la storia e l’identità dei luoghi in cui è stato generato. Nonostante la comprovata esistenza di questo forte binomio (vino-territorio), che ha contribuito a costruire la ricchezza di tante regioni italiane e d’Europa (Langhe, Chianti, Valpolicella, Champagne, Bordeaux, ecc.), la Calabria, anche rispetto ai risultati raggiunti da altre aree del Mezzogiorno (si pensi ad esempio alla Puglia o alla Sicilia), sconta un notevole ritardo. Ragioni di natura storica, comunque connesse a una quasi strutturale incapacità di valorizzare al meglio le risorse del proprio territorio, hanno determinato una condizione in cui il vino calabrese è troppo spesso ignorato, sottovalutato ed emarginato dalla stessa ristorazione locale. Queste considerazioni non cancellano, ovviamente, i pur numerosi esempi di saggia valorizzazione delle migliori produzioni vitivinicole endogene, con conseguente intelligente promozione di distinti comprensori, ma mirano soltanto, in un’ottica positiva e propositiva, a delineare percorsi utili a far sì che il consumo di vino calabrese diventi momento strutturale e sistemico dei territori di appartenenza». Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata il 23 maggio 2018 da “Io Scelgo Calabria”, e che pubblichiamo integralmente.

«Peraltro, gli stessi “numeri” danno ragione alla pretesa di recuperare fortemente un’identità enologica – spiega il comunicato – che ha radici antichissime, a partire dagli Enotri, per passare alla Magna Grecia e poi all’Età Romana. E proprio questo “background” immenso di storie, culture, tradizioni avrebbe meritato, più che in altri contesti, la massima utilizzazione della leva vino per raccontare, spiegare e promuovere terre che hanno alle spalle il respiro profondo dei millenni. Purtroppo non è stato e non è così. Riguardo ai “numeri” è notoria e certificata l’enorme discrasia esistente fra quantità di bottiglie Dop e Igp prodotte annualmente in ambito regionale e consumo interno di vino. I dati di Uiv (Unione Italiana Vini) circa la produzione di vino di qualità imbottigliato, e quelli sui consumi offerti dalle principali agenzie, disegnano un quadro che offre ancora spazi enormi per l’ottimale costruzione di un mercato interno maturo, efficiente, sostenibile, generatore di flussi economici positivi. Del resto la cosiddetta filosofia del “chilometro zero” è ormai patrimonio collettivo e presenta innumerevoli vantaggi: valorizzazione massima delle culture locali, offerta turistica intelligente, motore di sviluppo economico, creazione di posti di lavoro, risparmio energetico, salvaguardia dell’ambiente grazie a un minore inquinamento dovuto a trasporti più brevi, esaltazione di professionalità endogene, salvaguardia della biodiversità grazie alla tutela dei vitigni autoctoni.

Quali azioni possono essere messe in campo, a partire dalla potente funzione che svolge la comunicazione integrata, per invertire una tendenza di fatto assurda e irragionevole, e far sì che la presenza dei migliori vini calabresi nella ristorazione locale diventi un fattore sistemico e strutturale? Ovviamente per “presenza” si intende non la solitaria proposta di questa o quella singola etichetta, ma la volontà e capacità di offrire, nell’ambito di una ristorazione legata al territorio, un corposo numero di bottiglie espressione dei diversi territori vitivinicoli della regione, dal Pollino allo Stretto di Messina, nonché di rendere disponibile per i propri clienti la possibilità di spaziare dai rossi ai bianchi, dai rosati alle bollicine, ai passiti, e finanche ai liquori e ai distillati».

«Nell’ambito del grande progetto di comunicazione integrata denominato “Io Scelgo Calabria”, grazie a 10 testimonial – precisa il comunicato ufficiale – inizieremo a sollecitare la ristorazione calabrese circa l’opportunità di valorizzare e promuovere al meglio la vitivinicoltura e l’enologia della regione, lasciando ovviamente alle dinamiche del libero mercato la concretizzazione effettiva del processo. I 10 testimonial svolgeranno a titolo gratuito il loro incarico e presteranno la propria voce e immagine per il lancio di messaggi positivi, concreti, immediatamente intelligibili, tutti in sintonia con lo spirito di “Io Scelgo Calabria” e con una visione dello sviluppo che parte dal basso, dalle piccole ma significative “scelte” che ognuno di noi compie ogni giorno, dal convinto senso di appartenenza a una comunità, dalla consapevolezza che gesti apparentemente semplici diventando azione collettiva si trasformano in potenti motori di crescita».

«L’azione di promozione, che si svolgerà dalla metà del mese di giugno a quello di agosto 2018, prevede l’utilizzo massiccio – conclude la nota stampa – di vari canali mediatici: tv, web-tv, giornali online, account social (con la prevalenza di Facebook e Twitter), iniziative sul territorio. I 10 testimonial verranno selezionati nel mondo dello sport, della cultura, dell’impresa, delle arti, con l’univoco intento di toccare le corde più profonde dell’animo calabrese, consolidando sentimenti di appartenenza spesso sopiti. Nel corso dell’estate sono anche previste azioni dirette sul territorio con visite in luoghi simbolo della Calabria, alla ricerca di quelle realtà che hanno assimilato, metabolizzato e condiviso l’appello. Nel mese di settembre è prevista l’organizzazione di un evento collettivo finalizzato a fare il punto sui risultati ottenuti. L’intera campagna mediatica sarà attuata da “Io Scelgo Calabria” con proprie autonome risorse finanziarie e professionali».

Massimo Tigani Sava, giornalista, scrittore e ideologo di “Io Scelgo Calabria” ha dichiarato: “Non vogliamo essere più una mera colonia, passiva e debole!”. Salvatore Gaetano, presidente del movimento, ha chiosato: “Non ci arrendiamo a quello che sembra essere il destino negativo di questa terra, reagiremo con tutta la nostra forza, con passione e dedizione assoluta”.

«Alberello con Palo Secco. Una “rivoluzione epocale” degli ENOTRI prima della Magna Grecia». È questo il tema di un importante incontro che si terrà al Vinitaly edizione 2018, nell’ambito del nutrito cartellone di eventi, incontri e approfondimenti organizzato dalla Regione Calabria nell’ambito della partecipazione della stessa all’importante kermesse veronese dedicata alle culture e all’economia del vino. L’appuntamento è per lunedì 16 aprile, alle ore 12.30, Padiglione 12, Stand Calabria A5. Parteciperanno esperti del settore vitivinicolo calabrese e si realizzerà un ampio Speciale Tv che andrà in onda su VideoCalabria (canale 13 del digitale terrestre), Capriccio Tv (canale 197 del digitale terrestre). Servizi giornalistici di approfondimento sono previsti su TgCal24 e su Local Genius (Giornale delle Identità Territoriali). Potente la copertura social, su Fb e Twitter: il network mediatico di riferimento conta su oltre 200.000 followers, garantendo così una diffusione nazionale e internazionale all’evento. L’argomento, che è trattato al Vinitaly anche con il preciso intento di proporre una candidatura dell’Alberello Enotrio a Patrimonio dell’Umanità Unesco, rientra negli obiettivi strategici del progetto di comunicazione integrata Magna Grecia Lifestyle ed ha ottenuto il sostegno di Io Scelgo Calabria.

Sono previsti gli interventi di Massimo Tigani Sava, giornalista e scrittore, direttore di Local Genius e ideatore di Magna Grecia Lifestyle, e di Salvatore Gaetano, Ceo di VideoCalabria, Ceo di Mgls Srl, nonché coordinatore del su menzionato network. «Oggigiorno, considerata peraltro la perdurante crisi economica, sociale e soprattutto civile in cui versano buona parte del Sud Italia e la Calabria, il compito della comunicazione solida e professionale – ha affermato Salvatore Gaetano – è anche quello di predisporre progetti strategici, di indicare strade percorribili per lo sviluppo, di fare da catalizzatore tra energie positive, sia pubbliche sia private, nonché di trasmettere all’opinione pubblica, in modo corretto, le informazioni necessarie per una condivisione generale dei percorsi individuati per superare ritardi ed emergenze. Mgls Srl è nata proprio con questa finalità e porta avanti, tra l’altro, due progetti di enorme importanza: Io Scelgo Calabria e Magna Grecia Lifestyle. L’uno volto a ridare fiducia alla Calabria e ai Calabresi, partendo dalla piena consapevolezza delle potenzialità esistenti, l’altro che mira, nel mondo globale, a recuperare le radici più profonde e sempre attuali della nostra civiltà».

Massimo Tigani Sava ha commentato: «La stagione luminosa della Magna Grecia, certo fondamentale nel disegnare i destini della Calabria e di numerose altre regioni del Sud Italia, ha offuscato troppo un altro straordinario capitolo della storia dell’estremo lembo della penisola: gli Enotri. È curioso notare, e lo spiegheremo bene al Vinitaly, che quasi tutti i trattati di vitivinicoltura fanno proprio uno schema in base al quale la civiltà vitivinicola si sposta progressivamente da Oriente verso Occidente, passando dalla Grecia e giungendo appunto in Magna Grecia a Sud, e nel mondo Etrusco a nord, dove però il modello di coltivazione prevalente è quello della cosiddetta “vite maritata”, cioè della vite lasciata crescere attorno ad un palo vivo, un albero. Gli stessi trattati, però, non possono non accennare, chi più chi meno, alla florida Stagione Enotria che diversi secoli prima della nascita della Magna Grecia caratterizza la propria esistenza anche e soprattutto per la sapiente coltivazione della vite e per la produzione di vini. L’etimologia di Enotri si ricollega non solo e soltanto al vocabolo oinos (vino), ma soprattutto a oinotron (palo secco della vite)». «Ecco quindi il tema affascinante che, assieme a Salvatore Gaetano e ad alcuni esponenti del mondo del vino calabrese, – prosegue Massimo Tigani Sava – imporremo all’attenzione del Vinitaly, con l’intento di restituire forza, identità, personalità e storicità a una straordinaria cultura della coltivazione della vite e della produzione del vino che ha segnato i secoli che hanno preceduto la fondazione delle colonie magnogreche. L’allevamento con palo secco della vite (palo ligneo o una canna) rappresenta una rivoluzione epocale nella storia della vitivinicoltura che, come ho sostenuto nei miei scritti, può significare solo due cose: l’inventarono gli Enotri in Calabria e Lucania, o negli stessi territori gli eredi di Enotro portarono questa tecnica al suo sviluppo più alto, segnando una tappa di importanza assoluta, che ancora oggi viene discussa e rivalutata. Chiunque comprenderà l’immenso valore non solo culturale, ma di marketing territoriale e del vino che è implicito in questa riscoperta, potendo la stessa caratterizzare in modo identitario, unico e distintivo, almeno una parte della produzione vitivinicola regionale. Un approfondimento adeguato e interdisciplinare del contributo offerto dagli Enotri alla storia della vitivinicoltura mondiale costringerebbe, inoltre, a rivedere anche alcuni assiomi sulle strade del vino mediterranee».